Donna espulsa dalla regione campania poiché unico esemplare che non è riuscito a spillare un euro dai soldi dello stato e dell’unione europea

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Scritto il 9 Gennaio, 2008 da Fricat. Archiviato in Napoli.
Un commento

Mafalda CostriccheriIn Campania, specie a Napoli, benché lavorino 12 persone, tra cui 6 di fatto decedute, 4 in malattia, esiste lo chich, auto procaci e benzina per fonderle nel traffico non mancano mai. Il professor Bears Mutesius della Illinois School, ha scoperto che il numero delle macchine di grossa cilindrata a Napoli è proporzionale ai sacchetti della spazzatura. Inoltre, ci sono edifici abusivi che crescono come unghie di anziani artrofici; tutti sorridono, mangiano babà al rum, ricoprono di soldi i figli, si mantengono le ucranie, e ovviamente, si salutano tra loro sgridando.
Questo perché il napoletano medio è fatto del 60% di acqua e per il resto di furbizia, e ha saputo trarre profitto da ogni tipo di finanziamento statale, regionale ed europeo, convertendolo in materiale assimilabile dal proprio portafogli. Guardate per esempio i camionisti della nettezza urbana, che si mettono d’accordo con i distributori di benzina, per gonfiare bollette false e incassare la differenza. Sono soldi che provengono ovviamente da chi paga le tasse, cioè il nord, e questo li rende agli occhi del napoletano medio ancora più gradevoli ad aversi.

Tutti tranne uno, purtroppo, un’anziana contadina di Avellino, analfabeta, avulsa dal tessuto sociale, è risultata estranea all’ eat eat. In 78 anni di maggioranza etale non è stata in grado si spillare nemmeno un cents ai finanziamenti, così, oggi 9 Gennaio 2008, il presidente della Campania Bassolino, in concordanza con 18 comitati tra cui il FARAD (Finanziamenti alla regione a noi direttamente), si è visto in dovuto di farle recapitare un biglietto su cui scritto INDESIDERATA ALLA REGIONE. La donna è stata accompagnata al confine con la Basilicata, le è stato consegnato un fagotto contenente del formaggio e del burger, e le si è sparato tra i piedi per farla allontanare. Sfortunatamente, un colpo di pistola ha colpito un uomo che stava stampando nella propria casa un’assicurazione falsa, uccidendolo.

BUON ANNO DA FROOTTLE NEWS

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Scritto il 31 Dicembre, 2007 da Fricat. Archiviato in varie.
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BUON ANNO DA ABRAMO

Da bambino fu gettato in un cassonetto, sopravvisse nutrendosi di rifiuti, oggi è un MOSTRO!

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Scritto il 21 Dicembre, 2007 da Fricat. Archiviato in misterya.
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monster

Nessuno sa il suo nome, anche se lui dice di chiamarsi Stereo Rudolf. Molti negano che sia davvero umano, ma il bracciale da neonato che ha intorno al polso lo tradisce. Secondo l’esame del laboratorio la creatura risulterebbe con più anni di quanti si immagini.

“Deve essere stato buttato intorno agli anni ‘70, a quei tempi grazie alla Febbre del Sabato Sera, registrammo un boom di gravidanze indesiderate.”

A parlare è Leonard Sellman, esperto mondiale di spazzatura.

“Del resto, l’esame del dna metocondriale, non esclude nemmeno la possiblità che la donna avesse concepito Stereo Rudolf dopo una sequenza carnale consumata con più alieni. Non va dimenticato che gli anni ‘70 furono un’epoca gravida di avvistamenti ufo e disinvoltura sessuale. Recentemente sono emersi dei dossier NASA, appartenenti all’operazione in codice U.F.O. V.O.L.U.P.T.A.S, nei quali sono riportati studi su una popolazione interstellare che cercò di superare una grave crisi demografica meticciandosi con donne terrestri.”

Non meno accattivante e terribile appare l’ipotesi di un etologo bolognese, tale Vladimiro Paonassio, il quale afferma che Stereo Rudolf è solo un membro psicopatico di una razza di mutanti, dello stesso ceppo genetico dello Yeti, e come lui da secoli viventi nei cassonetti e mai visti né intravisti.

Probabilmente Stereo Rudolf è un imbecille, cosa che l’ha condotto ad apparire.

Queste affermazioni hanno portato a rivedere l’intero giudizio sul comportamento dei napoletani che incendiano i cassonetti. Il loro è solo un tentativo di dare un olocausto a dei mostri invisibili?

E’ indubbio che la ripugnanza fisica assunta a motivo di sterminio, oltre ad essere moralmente discutibile, fomenta irrazionalità nazigermaniche, che devono una volta e per sempre essere risolte.

Conclude il Paonassio.

Le recensioni di Antonello Martello: Smokin Aces

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Scritto il 6 Dicembre, 2007 da Fricat. Archiviato in Recensioni.
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Per una volta tanta nella mia vita, voglio incensire un film con parole equivalenti ai premi da esso raggiunti, poiché parmi che in nessun altro modo potrebbe essere giustiziato.

1° al premio “film del cazzo” di Ostia Mare.

Primo posto al premio “la sceneggiatura è vomito?”

Prostata d’argento a Andy Garcia al concorso “Se deve pur campare.”

Prostata D’oro a Ray Liotta al concorso “Se deve pur campare”.

Primo posto premio “Jimmy il Fenomeno” a Ben Afflek.

Premio a Jeremy Piven per la più esilarante parodia mondiale di Al Pacino in Scarface, consistente in un mucca pazza punk, offerta personalmente da me.

Primo posto per distacco in quanto al premio “Finali Water”, ha occupato il podio in modo intiero.

Derubato vecchio sito Fricat di importante oggetto fotografico

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Scritto il 4 Dicembre, 2007 da Fricat. Archiviato in VIP Fusion, Altri giornali.
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Un vecchio posts del nostro direttore è stato depredato della foto che lo conteneva, per infarcire siti porno quale “La Repubblica” e “Corriere della Sera”. Il fotomontaggio, compiuto all’indomani della vile aggressione ai danni di Berlusconi, sottoforma trepiede, voleva essere una celebrazione del motto di emmeppì, fatto suo da Agca. Aspettiamo solerti la bustina di Malerba di Rasmus Unrat sull’accaduto.

Intanto anche Striscia la Notizia riporta il fé, espletando ironie non risarcitorie del furto.

Furto

 

Pilota starnuta mentre atterra, aereo si ribalta e si disintegra!

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Scritto il 14 Novembre, 2007 da Fricat. Archiviato in Dal Mondo.
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WOUn week end sfortunato per Fred Biggler, un barbone americano con l’Hobbie del volo. Oltre a morire, gli sono accaduti fatti poco simpatici. Fan del calcio italiano, ha dovuto inghiottire bocconi di sale marino per quanto è successo all’autogrill. Dopo poche ore, scopriva la moglie (in stato interessante), che elargiva effusioni, tanto dolci quanto sexy, a un nano e a un addetto alle pompe funebri, contemporaneamente nel suo letto matrimoniale, fino a pregiudicarlo nella struttura.
Forse amareggiato anche per questo, il Biggler si recava nel garage e prelevava il suo bimotore RICHTOFER. Faceva il pieno di gasolio e iniziava a volare sui cieli di Philadelphia, senza una meta precisa, e senza indossare indumenti. Finito il carburante, si apprestava all’atterraggio quando un tremendo starnuto lo ha investito tra capo e collo. Il Biggler perdeva il controllo del bimotore, l’aereo si ribaltava su se stesso, e dopo svariate rotolamenti sull’asfalto, tra un’acquazzone di scintille e ruggiti, finiva contro il pilone di un ponte, disintegrandosi fino al massimo possibile. I soccorsi sono stati solerti, ma per il Biggler non c’è stato più niente da fare: è spirato poco dopo in diversi ospedali.

Wilfredo Pareto: il pappagallo con la barba

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Scritto il 14 Novembre, 2007 da Fricat. Archiviato in Cronaca.
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Wilfredo ParetoWilfredo Pareto è il primo pappagallo con la barba. Ma non importa a nessuno; e questo è quel che si dice un male. Già da un mese circola questa foto, ma la gente preferisce le bloggers e i bloggers che mostrano pezzetti di propria nudità, per dare credito alle loro catene di montaggio, incentrate sul vips. La gente preferisce i siti dei morti e le anfetamine. In più, nell’epoca del fotomontaggio, la credibilità ottica è costretta a rifarsi costantemente una verginità con il primo che passa.
L’originalità è il valore che tutti inseguono, e grazie ai ripetitori sui tetti, ne abbiamo prove magmatiche, neopaesaggistiche oltre che neoplasistiche. L’ovvietà del mondo è che tutti vogliono essere originali, compreso il bagaglino. Guardate Ilos Maravakis, il greco che vanta la padronanza del volatile. Dal suo ghigno miope si esprime un aroma d’orgoglio e fierezza, quasi che il pappagallo con la barba fosse lui, come se il diritto di averlo, sancito dall’acquisto, potesse renderci una cosa sola col pappagallo barbuto che stringiamo al seno. Forse questa è una delle ragioni per cui i format televisivi lo snobbano, e per cui gli è stato diagnosticato un tumore. Il signor Ilos, pensionato ad interim, non accetta che il pappagallo sia ripreso assente da lui, per cui priva il mondo di maggior testimonianze di questo originalissimo animale. Ovviamente questo non gli ha impedito di finire sulla copertina del Times, grazie a una foto rubata da Gianluca Neri, amico intimo del pappagallo.
Questa fumosa vicenda di orginalità, di pennuti e pennaioli, invita a riflettere sul dramma del voler o dover apparire, con tutte le sfumature del caso.

La Bustina di Bellerba di Rasmus Unrat: L’Italia Favolosa

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Scritto il 12 Novembre, 2007 da Fricat. Archiviato in Editoriali.
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RasmusEra il lontano 1969, su Hiroshima c’erano funghi a grossezza più che naturale, Riccardo Fogli si incatenava nudo a Nilli Pizzi per protestare contro l’invasore in Iraq, Nino d’Angelo conquistava i cuori delle teen ager di tutto il mondo, rovesciandosi le palpebre in concerto, il corpo di Mussolini viene ritrovato esamine in una Renò 4, ricoperto di tuta di elastene argentato e bollini della Esso, pagliaccio Goffredo viene arrestato e picchiato durante uno spettacolo, solo perché pagliaccio e incapace di raggiungere una statura tollerabile; nasceva il primo blog italiano di Spad, Spadolini.splinder.
Io e Umberto Eco camminavo durante via dei Babbuini a Roma, parlando di semiologia e prestiti a usura. Umberto all’epoca era rasta, io avevo i capelli afro, eravamo giovani e pieni di droghe, attraversavo la mia fase nichilista, stavo scrivendo ” Il triangolo nero nei bermuda”, e descrivevo i capitoli a Umberto. Improvvisamente, mi fermai, mi piegai fino a toccare l’asfalto con la fronte, senza piegare le gambe, e dissi:

” Ahi, sto troppo male, voglio farla finita!”

“Alzati, non permettere che gli altri vincano!” Fece eco Umberto.
Ecco, credo che nulla è più adatto di questo aneddo per trovare una spiegazione a quanto successo nell’autogrill, dove migliaia di tifosi inferociti hanno dato vita al festival della spranga contro il poliziotto che passava a salve, del giovane che si è trovato nella gola una freccia, i tifosi che rompono lo specchio per sette anni di disgrazie, e i giovinastri a Roma che uccidono il papa con l’8×1000.

Froottle: chiusura temporanea

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Scritto il 9 Novembre, 2007 da Fricat. Archiviato in varie.
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Questa testata giornalistica chiude per una settimana, sostanzialmente per sensibilizzare la lotta al tabagismo nel mondo.

Le Recensioni di Antonello Martello: Dopo Spectreman Padre Pio anche nei film di Gigione e di Jo Donatello, prima puntata della fiction che noi tutti stavate per amare

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Scritto il 4 Novembre, 2007 da Fricat. Archiviato in Recensioni.
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ANTONELLO MARTELLO:

Il film inizia con un battere il cuore sensibile. Il padre, Gigione, cantante affermato ma glabro sopra e chiomato di nuca, atteso a una tourneé mensile, chiama nervoso il figlio, che lo fa attendere giù in macchina. Tre minuti di scena che il figlio scende le scale, poi il padre si trasforma, e da trappano diventa amore e parla come fosse la cabala, gli dà una promessa di concertare insieme e se ne va, che tu resti allibito come mai era sì spazientito, se poi lo doveva lasciare come il cane. Il figlio smaila, ma si vede che dentro c’è il sentirsi giù, anzi, down.

Un alieno che si nutre di biossidi, loda l’aria di Napoli, stando in mezzo a due ragazze che sembrano attendere Riccardo Schicchi. Ed ecco che riconosce Donatello! Saluti ed emozioni. Inizia un serrato dialogo sulla semiotica:

Alieno: che devi fare?
Jò: devo studiare
Alieno: vabbuò…niente di importante.

Alieno vorrebbe andare a deglutire a Posillipo, e la biondina, allupinata nel bianco tutù siffredi, ci sta. L’idea di nutrirsi dissolve i propositi studenteschi a una velocità che tradisce inapettenza da Auschwitz. Ma, deus ex machina! Giunti a Posillipo, con la macchina di jò Donatello, e non si capisce perché deambulasse, si scopre che sono state le curve stradali a dare appetito alla masnada, che dunque si era mossa con solerzia, pur non avendo ancora allucinazione da digiuno. Cosa si nasconde sotto questo comportamento ambiguo?

Il gruppo entra in una cabina telefonica, che però è posillipo pizza. Arriva Gerry Scotti per le ordinazioni. La bionda vuole sentire una canzone da Donatello, che ne approfitta per fare il mano morta, e canta senza scorni, mentre la gente nel locale pensa: “Che spudoratezza”.

La biondina viene prima portata in un molo muschioso, poi sugli scogli, e tutto questo senza che il gruppo si sia pasciuto . Il mistero si estende. Jo’, atteso da un meriggio arcoflesso sui libri, si ritrova invece con una cava-gemiti, a cantargliene quattro. Il testo del brano è garante della bontà studi del nostro (ascoltate bene). Passa un motoscafo povero. La donna dei brividi vorrebbe donarsi al donatello, ma, nonostante la manina sul arto sottoposto, qualcosa la tuba. Solo alla fine scopriremo il perché del turbo. Ella non si ci riesce a darsi al linguis linguis perché pensa a tutte le persone che soffrono per la libertà. Anche Jò è melanconico e mentre anche noi ci intristiamo, riflettendo sulle persone che soffrono, sotto gli occhi nostri, si baciano con un trasporto defatigante. Non è passata ancora un’ora da che si conosce e già stanno progettando il figlo da fare: la magia del cinema.

Alieno e la ragazza chiamano i precoci, La fata erettiva si fa promettere che alle 10 Donatello si farà presentare a un certo Don Franco…

(Continua)

Qui la prima puntata ecc.